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Istituto Restauro Marche


Sede: ex Convento di San Giovanni Montecassiano (MC) - Tel. 0733 405 125 - email: restauro@abamc.it


Responsabile: Prof.ssa Francesca Pappagallo - e.mail: f.pappagallo@abamc.it


icone pdf Regolamento didattico IRM
icone pdf Piano di studi 

Bando per l'esame di ammissione e documentazione necessaria

Guida I.R.M.


Inaugurazione Giovedì 9 Maggio 2013



LA NOSTRA STORIA

Quando nel dicembre del 1972 l’Accademia di Belle Arti di Macerata fu istituita con decreto del Presidente della Repubblica, l’insegnamento del Restauro non era ancora compreso nei piani di studio delle quattro Scuole istituzionali: Pittura, Scultura, Decorazione e Scenografia.


IRM img2Nel 1978 l’Ispettorato per l’Istruzione Artistica del Ministero della Pubblica Istruzione, a corollario delle materie fondamentali, attivò i Corsi Speciali tra cui quello di Restauro. Nonostante la mancanza di spazi adeguati e di un’autonoma fisionomia, l’insegnamento del Restauro esercitò un enorme fascino sugli studenti dell’Accademia di Macerata che affollavano le due stanze della storica sede di Palazzo Buonaccorsi. Il contatto ravvicinato con la materia pittorica e le modifiche che su di essa provoca il Tempo dava loro la possibilità di conoscere più approfonditamente le tecniche costitutive dei manufatti artistici e di essere, per questo, maggiormente consapevoli nel loro personale processo creativo.

Dal 1985, il corso di Restauro, pur mantenendo la configurazione didattica complementare alle Scuole di Pittura e Decorazione, ebbe la possibilità di essere reiterato nella frequenza per tutte e quattro le annualità del ciclo di studi, così come scelsero di fare numerosi studenti alcuni dei quali a tutt’oggi impegnati nell’ambito del Restauro professionale e/o del suo insegnamento.

In seguito al terremoto del 1997 e all’immediato abbandono di Palazzo Buonaccorsi, iniziò la diaspora della cattedra di Restauro che trovò sede in un primo momento presso la ex clinica Pagamici, poi presso l’Istituto San Giuseppe, successivamente in via Santa Maria della Porta e, infine, in via Berardi. 
IRM img3Nonostante i fortissimi disagi ma con il convincimento che proprio nei momenti di crisi occorra concentrare le energie migliori e le migliori competenze nel realizzare i propri ideali, cogliendo le possibilità offerte dalle disposizioni legislative, alla fine del 1997 vide la luce il Corso Sperimentale di Teoria e Tecnica della Conservazione dei Beni Culturali.

Su approvazione del Collegio Docenti ed autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione-Ispettorato per l’Istruzione Artistica, nell’Anno Accademico 1997/1998 prendeva finalmente l’avvio il primo anno a numero chiuso con dieci studenti.

Primo corso sperimentale di Restauro autorizzato nelle Accademie d’Italia, il corso quadriennale, trasformato in triennale nel 2005, si è avvalso fin dall’inizio della competenza e professionalità oltre che di docenti interni anche di docenti dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma e di funzionari della Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche di Urbino.

Per la più ampia e miglior preparazione degli studenti, nel piano di studi di TTCBC sono stati inseriti da subito gli stages estivi, che hanno portato i nostri studenti ad operare in tutta Italia presso cantieri gestiti da ditte di restauro convenzionate con l’Accademia di Macerata ed accreditate presso le Soprintendenze competenti per territorio. La qualità della loro preparazione ha trovato conferma nella continua richiesta di operatori che l’Istituto di Restauro riceve da ditte specializzate attive ad alto livello sull’intero territorio nazionale.

IRM img4Accanto ad un importante impegno nella ricerca che ha dato vita a numerosi lavori di tesi pubblicati, il Corso ha prodotto negli anni centinaia di interventi di recupero di opere d’arte mobili, sempre sotto la supervisione e collaborazione della SBSAE delle Marche-Urbino, tra cui spicca per importanza, complessità e valenza scientifica, quello del trittico di Allegretto Nuzi del Duomo di Macerata.
L’intervento realizzato sul dipinto trecentesco del Nuzi, l’opera mobile più antica conservata in città, è durato molti mesi ed è stato seguito con vivo interesse sia dal nostro Istituto che dalla Facoltà di Conservazione dell’Università.

Degno di segnalazione è anche il lavoro svolto per il Comune di Macerata nel 2003, in cui sono stati prodotti l’indagine preliminare, alcune significative campionature di scopertura e restauro da cui sono scaturiti i progetti esecutivi comprensivi dei capitolati speciali d’appalto, per il restauro dell’intera partitura decorativa parietale del Piano Nobile e del Secondo Piano di Palazzo Buonaccorsi, ora sede di Macerata Musei. Tale intervento è stato pubblicato in Il restauro di Palazzo Buonaccorsi: riflessioni a confronto dopo un anno dall'inizio dei lavori, a cura di Michele Zampilli, Comune di Macerata, 2004. 



IRM LogoDall’Anno Accademico 2011/12, l’insegnamento del Restauro per la formazione di Restauratori di Beni Culturali è riservato esclusivamente alle Scuole di Alta Formazione e di Studio quali l’Istituto Superiore per la Conservazione e Restauro, l’Opificio delle Pietre Dure e l’Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, nonché ai corsi autorizzati delle Accademie di Belle Arti e delle Università.
Requisito fondamentale per attivare i corsi abilitanti alla professione è accreditarsi presso la Commissione Interministeriale MIUR-MIBAC, istituita all’uopo e formata dalle massime autorità nazionali del settore. L’accreditamento dipende dal parere di conformità agli standard fissati per legge che riguardano l’adeguatezza degli spazi, la qualifica del corpo docente, le dotazioni tecniche e di sicurezza nonché la disponibilità di un gabinetto scientifico e di diagnostica.

IRM img1In applicazione delle norme contenute nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio concernenti la definizione del profilo professionale del restauratore e degli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro, nonché del Regolamento per la definizione dei criteri e livelli di qualità cui si deve adeguare l’insegnamento del Restauro, nel luglio 2011 il CNAM (Consiglio Nazionale per l’alta formazione Artistica e Musicale) ha espresso parere favorevole sul Regolamento e sugli Ordinamenti curriculari del corso di diploma accademico di secondo livello in Restauro, abilitante alla professione di “Restauratore di Beni Culturali”, presentato dall’Accademia di Belle Arti di Macerata in quanto conforme a quanto previsto dal D.M. 81/2011.

Il 22 novembre 2011, quella di Macerata è stata la seconda Accademia di Belle Arti accreditata dalla commissione ed autorizzata con decreto del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca ad attivare il Percorso Formativo Professionalizzante 2 (manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile – manufatti scolpiti in legno – arredi e strutture lignee – manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti) nell’ambito del Corso Quinquennale a Ciclo Unico per la Formazione di Restauratori di Beni Culturali con sede presso l'ex convento di San Giovanni in Montecassiano.

Il Consiglio di Corso, riunitosi per la prima volta il 12 dicembre 2011, ha deciso unanimemente la denominazione della neonata Scuola, Istituto di Restauro delle Marche, ed il suo logo, un disegno di Magdalo Mussio di forte riconoscibilità e peculiare connotazione. Il particolare adottato appartiene ad un’opera su carta e raffigura un’ammonite che, per i suoi molteplici significati simbolici, si presta in modo efficace a rappresentare l’Istituto. La sua forma, archetipo di continuità e di crescita, rimanda alla natura della scienza della conservazione che restituisce l’opera alla fruizione contemporanea; il fossile testimonia la sua esistenza in una sostanza divenuta incorruttibile; la spirale nel suo sviluppo custodisce la vita e quindi l’Arte. Una poetica, quella di Magdalo Mussio, stimato artista e rimpianto collega, che fonda la propria ricerca sui sedimenti della memoria e sull’urgenza dell’uomo di tracciare segni e parole come impronte dell’esistere.

Oggi l’Istituto vive negli antichi ambienti dell’ex convento di San Giovanni Battista nel bellissimo paesino di Montecassiano, a soli otto chilometri da Macerata, e dispone di oltre mq 600 di laboratori dedicati unicamente alla formazione dei propri allievi. Gli spazi ammontano in totale ad oltre mq 1.000 e, oltre ai laboratori di Restauro Manufatti Pittorici, Restauro Manufatti Lignei, Laboratorio Scientifico, Tecniche Pittoriche e Doratura, Disegno e Rilievo, Informatica e Fotografia, comprendono anche tre aule per le lezioni teoriche, un’area sosta-studio-wifi e numerosi locali per il deposito di opere, materiali ed attrezzature.
Presto saranno acquisiti ulteriori ambienti da destinarsi a foresteria per docenti e biblioteca specializzata.

Le aule di teoria sono dotate di computer, impianti di videoproiezione e lavagne luminose; quelle d’informatica di specifiche postazioni individuali, videoproiettori e computer; i laboratori di restauro di computer, stereomicroscopio, cappa chimica mobile carrellata, ampie postazioni individuali sia orizzontali che verticali, impianti d’aspirazione propri delle diverse lavorazioni, completa attrezzistica specializzata ed impianti di sicurezza con rilevazioni e registrazioni video; il laboratorio scientifico di computer, microscopi, troncatrici, cappe chimiche fisse e mobili, banconi chimici ed armadiature specifiche.
Tutti i laboratori sono forniti di armadi di sicurezza laddove si faccia ricorso all’uso di prodotti tossici e/o infiammabili ed il trattamento dei rifiuti pericolosi è eseguito da Ditte specializzate. L’Accademia fornisce inoltre ogni studente di camice, tuta da lavoro, scarpe antinfortunistica, mascherina a doppio filtro ai carboni attivi, occhiali di sicurezza e guanti antiacido-antisolvente.
L’intero Istituto è coperto da connessione wifi ed è protetto da impianti di sicurezza, videorilevazione e videoregistrazione ed è adeguato agli standard di sicurezza secondo la vigente normativa.

L’esperienza maturata in oltre quindici anni di attività, la consapevolezza della peculiarità della formazione del Restauratore di Beni Culturali nonché la convinzione profonda che il bagaglio culturale della persona-studente debba fondarsi soprattutto sull’altissima qualità dell’offerta formativa e dell’effettiva attività didattica, hanno trovato finalmente la loro definizione e nobilitazione nell’azione promossa congiuntamente dal MIUR e dal MIBAC che dà all’Istituto di Restauro delle Marche la possibilità di proseguire al meglio un cammino già da tempo intrapreso.

 

  

 

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